Come l’alimentazione influenza lo sviluppo del cancro

Come l’alimentazione influenza lo sviluppo del cancro

Come l’alimentazione influenza lo sviluppo del cancroIl modello esplicativo a lungo utilizzato dai ricercatori sul cancro ipotizza che questa malattia abbia inizio da un gene ereditato oppure da un gene che sia stato danneggiato da una sostanza cancerogena o da altro fattore nel corso della vita, laddove i diversi tipi di cancro hanno diversi punti di partenza genetici. Se il gene o i geni danneggiati non vengono riparati o eliminati, il danno diventerà parte permanente del codice genetico della cellula, e sarà tramandato a tutte le generazioni di cellule successive. Queste diverse generazioni crescono fino a formare masse cellulari, poi masse tumorali, e teoricamente il processo avviene a un ritmo più rapido o disinibito.

A questo riguardo si suppone che si tratti di un processo stabile, senza quasi possibilità di regressione. Se la cellula e il gene danneggiato si moltiplicano, non c’è niente da fare: il risultato è il cancro.  Più sono i geni danneggiati, più vaste sono le dimensioni del cancro; meno sono le cellule danneggiate e minore è l’entità del cancro.

Proteine animali e sviluppo del cancro

Tuttavia, la ricerca ha dimostrato che ci sono altri fattori ambientali che determinano se il DNA danneggiato diventerà cancro o meno. Nel mio lavoro di laboratorio con l’AF (una sostanza chimica che ha una dimostrata azione cancerogena sul fegato), una linea di ricerca dimostrava che anche quando avevamo predisposto geneticamente un topo o un ratto a sviluppare il cancro al fegato danneggiandone intenzionalmente i geni con l’esposizione all’epatite B o a un alto dosaggio di AF, il cancro si sviluppava solo in presenza di una dieta ad alto contenuto di proteine animali.

In altre parole, l’alimentazione aveva un maggior peso rispetto all’ambiente, anche quando l’ambiente era particolarmente nocivo. Benché avessimo danneggiato il DNA degli animali da laboratorio, il cancro non si presentava in modo ineluttabile (vedi figura sotto).

Prove scientifiche

Dunque abbiamo evidenze scientifiche relative a soggetti umani – le troverete dettagliate in The China Study – secondo le quali i cibi che mangiamo e il nutrimento che ci offrono sono molto più importanti per l’insorgenza del cancro di quanto non lo sia il nostro patrimonio genetico. Alcuni studi di popolazione avviati quaranta o cinquanta anni fa dimostrano che quando gli individui emigrano da un Paese all’altro, finiscono per acquisire lo stesso tasso d’incidenza di cancro del Paese di destinazione, malgrado il fatto che i loro geni rimangano gli stessi. Questo dato indica chiaramente che almeno l’80-90% – e forse la percentuale è più vicina al 97-98% – di tutti i casi di cancro sono collegati alla dieta e allo stile di vita, e non ai geni.

Inoltre, il confronto dei tassi d’incidenza di cancro fra gemelli identici (omozigoti) indica che, anche se i membri della coppia hanno lo stesso DNA, raramente sono colpiti dallo stesso tipo di cancro. Se i geni da soli bastassero a spiegare l’insorgenza del cancro, ci si aspetterebbe che entrambi si ammalassero dello stesso tipo di cancro con frequenza quasi pari al 100% delle volte (per il numero relativamente basso di coppie di gemelli che sviluppano lo stesso tipo di cancro, le abitudini alimentari simili potrebbero essere almeno parzialmente responsabili).

La soluzione è una buona alimentazione

In breve, una buona alimentazione non solo previene il danno, ma influenza anche il modo in cui l’organismo risponde ai geni già danneggiati, spesso mitigando i sintomi della malattia via via che essi insorgono, o addirittura riuscendo a prevenirli completamente, a volte senza altre cure mediche o altri trattamenti di alcun tipo (leggi la storia di Antonio alle Iene).

Negli studi sperimentali condotti su animali nel mio laboratorio, è stato addirittura possibile far regredire la progressione del tumore mediante i cambiamenti alimentari. E i ricercatori ora stanno producendo le prove che l’alimentazione vegetale e integrale riesce a disattivare totalmente i geni cancerogeni.

Tutto questo indica che il cancro funziona in tutt’altro modo rispetto all’ipotesi dei ricercatori, e questo ovviamente ha enormi implicazioni per il nostro modo di affrontare la malattia e combatterla.