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Dieta Fuhrman: intervista all’autore di Eat to Live

Un’interessante e dettagliata intervista a Joel Fuhrman autore del libro Eat to Live – Mangiare per Vivere, e ideatore dell’omonima Dieta Fuhrman. L’importante nutrizionista americano descrive dettagliatamente la dieta vegetariana consigliata nel libro, le ricette, gli effetti sulla salute e sulla forma fisica.

Come è nata l’idea di realizzare la Dieta Furhman?

L’idea nasce dall’interesse che, da sempre, il dottor Fuhrman dedica ai temi della salute e dell’alimentazione; nasce da tutto ciò che ha imparato dai grandi maestri degli ultimi cento anni, fino agli studi scientifici di oggi. Il dottor Fuhrman ha speso gli ultimi quarant’anni conducendo ricerche su questi argomenti e ha esaminato oltre ventimila studi scientifici, articoli e libri sul tema. Inoltre può contare su 25 anni di pratica clinica durante la quale ha utilizzato l’alimentazione come trattamento medico sui suoi pazienti.

La dieta vegetale può essere considerata una terapia universale?

Sì, la dieta nutritariana che raccomando non è specifica per particolari condizioni mediche o tipologie di persone; è universale. Gli stessi alimenti vegetali ricchi di nutrienti che proteggono dalle malattie di cuore e dall’ictus, proteggono anche dal diabete e dal cancro. Tutti possiamo trarre beneficio dalle modifiche che apportiamo alla nostra alimentazione se ci predisponiamo ad un maggior consumo di cibi vegetali integrali e se limitiamo i prodotti animali e il consumo di cibi industriali.

Si potrebbe pensare di utilizzare la dieta interamente vegetale come equilibratore di stati alterati di salute anche in totale assenza di esami diagnostici? Ossia senza dover ricorrere a parametri fisiologici misurabili ma semplicemente valutando i miglioramenti sulla base dell’anamnesi di partenza? Questo permetterebbe notevoli risparmi per i servizi sanitari nazionali e sarebbe molto meno impattante per la psiche dei pazienti sempre più (immuno) depressi tra un accertamento e l’altro.

E’ la densità nutrienti-per-calorie (non l’eliminazione in sè dei prodotti animali) che determina la salute di ciascuno di noi. Anche in chi ha cardiopatie gravi o diabete, quando il corpo viene alimentato con cibi integri, esso inizia a guarire e a ripararsi da sè. I miglioramenti sono incredibili e iniziano a manifestarsi velocemente; la salute in generale, il benessere e la qualità della vita miglioreranno in relazione al peso, al colesterolo, alla pressione sanguigna e ad altri fattori facilmente misurabili.

Ci sono dei limiti (o controindicazioni) alla dieta da lei auspicata? Se ci sono limiti o contro indicazioni, quali sono i principali?

I regimi alimentari standard seguiti in Occidente sono carenti di molti nutrienti essenziali, si basano soprattutto su cibi industriali e prodotti animali – cibi ricchi di calorie che non forniscono una quantità significativa di micronutrienti e che alimentano i processi patologici. Solo il 5% delle calorie nella moderna dieta americana proviene da cibi vegetali non raffinati come le verdure, i legumi, la frutta fresca, la frutta secca e i semi – tutti alimenti contenenti una quantità significativa di sostanze fitochimiche protettive. Di conseguenza, la dieta americana è fortemente carente di quelle sostanze di provenienza vegetale che risultano così utili per combattere le malattie. Quando il corpo umano non ha le sostanze di cui ha bisogno per funzionare in maniera adeguata, invecchia prematuramente e diventa vulnerabile alle malattie.

Se consumiamo un’ampia varietà di cibi vegetali, otterremo praticamente tutto ciò di cui abbiamo bisogno – vitamine e minerali essenziali e sostanze fitochimiche che garantiscono la salute. Comunque, anche se mangiamo con attenzione, le carenze sono sempre possibili e possiamo utilizzare integratori per garantirci una più ampia copertura. Seguendo una dieta ideale, sono pochi i nutrienti essenziali di cui possiamo manifestare carenza – come la vitamina B12, lo iodio, la vitamina D (la vitamina del sole), e DHA + EPA. In questi casi possono essere utili gli integratori, sempre tenendo conto del dosaggio.

Per chi già pratica una dieta simile a quella da lei suggerita quali consigli potrebbe dare per migliorare la propria salute?

Seguire una dieta vegana – evitando la carne, le uova e i latticini – non è sufficiente per garantirsi una salute ottimale. Mi sento di consigliare, a chi già mangia vegetariano o vegano, di valutare bene la densità nutrizionale della dieta seguita. E’ basata su verdure, frutta fresca, legumi, frutta secca e semi? Oppure la maggior parte delle calorie proviene invece da pasta, riso bianco e cibi vegetariani industriali o sostituti della carne? Per proteggerci in maniera adeguata dalle malattie, dobbiamo basare la nostra alimentazione sui più efficaci alimenti che la natura ci mette a disposizione, soprattutto le cosiddette “green bombs”: verdure a foglia verde, legumi, cipolle, funghi, frutti di bosco e semi. Questi sono cibi altamente nutrienti e ormai moltissimi studi scientifici ne attestano i potenti effetti benefici. Consumate questi cibi ogni giorno e fate in modo che rappresentino le porzioni più gransi nella vostra alimentazione – sono estremamente efficaci nel prevenire le malattie croniche e il cancro e favoriscono il mantenimento della salute e la longevità.

Quali sono i principali errori che può compiere chi inizia una dieta prevalentemente vegan oppure la sua dieta, e da cosa si possono scoprire?

Come ho detto prima, è frequente riscontrare in chi sceglie una dieta vegana un consumo inadeguato di verdure, semi, frutta secca e frutta fresca, mentre magari si privilegiano prodotti a base di cereali raffinati (come pasta e riso bianco) e cibi vegetariani industriali pieni di farina bianca, grassi e sale. Un altro errore comune è quello di provare a seguire una dieta troppo povera di grassi. I grassi ci permettono di assorbire più nutrienti dai vegetali crudi, regolano la risposta infiammatoria e influenzano la funzionalità cerebrale e l’umore. Se l’alimentazione è già ricca di micronutrienti e non si eccede con le calorie, ridurre il contenuto di grassi non presenta vantaggi per la prevenzione delle malattie. Frutta secca e semi favoriscono la longevità ed escluderli da una dieta vegana può ridurre proprio le potenzialità di vivere più a lungo.

L’alimentazione può prevenire e curare le malattie emotive e mentali, oggi così diffuse? Su quali è in grado di agire e su quali no? Che altro serve per superare le patologie emotive e mentali oltre al cibo?

Ci sono ormai sempre più evidenze che dimostrano come ciò che mangiamo possa influenzare il nostro umore e la nostra salute mentale. Lo studio sugli Avventisti in California hanno scoperto che i vegetariani tendono ad avere umore migliore e a soffrire meno di depressione e di ansia rispetto agli onnivori. Ulteriori studi hanno poi scoperto che un consumo maggiore di verdura e frutta è correlato al miglioramento dell’umore e un rischio minore di depressione. Oltre a una dieta salutare, anche l’esercizio fisico ha effetti notevolmente positivi e rappresenta una terapia efficace per la depressione. Godere della luce già nel primo mattino, così come fare una passeggiata all’aperto o utilizzare la fototerapia, ha effetti positivi sulla depressione e su altri disturbi del comportamento.

Quali sono le principali modifiche dell’alimentazione nelle diverse fasi biologiche della vita, a partire dalla madre in gravidanza al neonato al bambino all’adolescente adulto anziano e vecchio, sportivo impiegato operaio … clima torrido o gelato … situazioni di stress continuo oppure di relax?

In generale, ciò che consiglio è che almeno il 90% delle calorie provenga da cibi vegetali non raffinati e che si mangi solo quando si ha veramente fame. Poi ci sono altri consigli, più marginali, per certe situazioni o condizioni mediche particolari. Per esempio, le donne incinte dovrebbero assumere integratori di ferro e hanno bisogno di più calorie, preferibilmente da frutta secca e semi. Gli atleti spesso hanno bisogno di aggiungere frutta secca e semi, oltre a cereali integrali, per mantenere l’equilibrio calorico. L’assorbimento di vitamina B12 diminuisce con l’età, quindi integratori di questa vitamina sono importanti per chi ha più di 60 anni.

C’è diversità tra la dieta per i malati rispetto a quella per chi è in buona salute? O tra la dieta iniziale per disintossicare e quella dopo diversi anni di pratica?

Determinate malattie richiedono una versione più rigida della dieta nutritariana. Quando un regime alimentare è utilizzato come terapia medica anzichè come misura preventiva, deve essere più potente. Per esempio, a chi soffre di gravi cardiopatie, raccomando di evitare tutti i cibi animali per poter abbassare in maniera ottimale il colesterolo e far regredire le placche aterosclerotiche. Consiglio poi a chi soffre di malattie autoimmuni di evitare i farinacei, oltre ai prodotti animali. Chi soffre di diabete deve evitare i frutti molto dolci e preferire varietà a minor contenuto di zuccheri come i frutti di bosco, i kiwi e le arance.

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