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Chi ha detto che le diete non-vegetariane e non-vegane sono sicure?

La critica che più spesso viene rivolta alle diete vegane è di non essere sicure e adeguate e che, rispetto alle diete non vegane, aumentano il rischio di malnutrizione.

La critica suona un po’ in questo modo:

«La carne, il latte e le uova sono le uniche fonti di proteine complete, il tipo di proteine di cui bambini e ragazzi hanno bisogno per crescere bene. La carne è la nostra fonte primaria di ferro e zinco. Il latte è la nostra maggiore fonte di calcio. Questi nutrienti spesso mancano nel regime alimentare delle persone più povere che non possono permettersi cibi di origine animale. Quando aggiungiamo un po’ di carne, di uova o di latticini nella dieta di queste persone che si cibano quasi soltanto di amidi o pochi altri nutrienti, i bambini crescono meglio e ci sono meno casi di malnutrizione. Inoltre, i cibi vegetali mancano completamente di vitamina B12. Ovviamente se abbiamo bisogno di un nutriente e questo non è disponibile nei vegetali, questo ci porta a concludere che gli uomini sono nati per non essere vegetariani».

Questi argomenti potrebbero sembrare logici, ma ci raccontano solo una piccola parte della storia. È vero che alcune diete che si basano soltanto su uno o pochi prodotti (come ad esempio radici vegetali, riso o pane bianco) mancano di proteine, ferro, zinco e calcio; quindi, aggiungendo carne e latte (fonti concentrate di questi nutrienti) migliorerà il regime alimentare.

È vero anche però che aggiungendo cibi vegetali molto nutrienti come il tofu, il burro di nocciole, i legumi, i vegetali a foglia verde e il latte di soia si ottiene lo stesso risultato senza necessariamente mettere in atto politiche che danneggiano l’ambiente. Se vogliamo veramente trovare una via d’uscita al problema della fame nel mondo, queste soluzioni possono risultare sostenibili. Il fatto che le piante che mangiamo manchino di vitamina B12 non significa che abbiamo bisogno di mangiare cibo animale. Né le piante né gli animali sintetizzano questa vitamina: è prodotta da batteri. E può accadere che gli animali e il loro cibo siano contaminati da batteri che producono vitamina B12. Anche il cibo vegetale può a volte essere contaminato da questi batteri, ma generalmente laviamo via la vitamina B12 durante la preparazione del cibo stesso.

Il modo più semplice per far fronte alla carenza di vitamina B12 è adottare le soluzioni ormai note che si utilizzano con successo anche per altre carenze, come la vitamina D, l’acido folico o lo iodio, cioè aggiungere integratori al cibo. Le bevande prive di latte, i cereali per la colazione e i sostituti della carne sono ormai tutti potenziati con vitamina B12.

Molte persone fanno ancora fatica ad ammettere che potenzialmente può causare più casi di malnutrizione un regime alimentare occidentale che non invece una dieta vegana. Stando ai dati illustrati sul rapporto State of the World 2000 del Worldwatch Institute, ci sono tre tipi di malnutrizione:

  • La fame, una mancanza di calorie e proteine. A soffrire di fame sono circa 1,2 miliardi di persone nel mondo. Nei Paesi dove il problema è più grave, più del 50% della popolazione è sottopeso.
  • L’obesità, un eccesso di calorie spesso accompagnato da carenza di vitamine e minerali. L’obesità affligge 1,2 miliardi di persone nel mondo. Nei Paesi dove il problema è più grave, oltre il 50% della popolazione è sovrappeso.
  • Carenza di micronutrienti, cioè di vitamine e minerali. Questa forma di malnutrizione affligge 2 miliardi di persone nel mondo e si può presentare sia in persone sottopeso che obese. È il risultato di una dieta non sufficientemente variata o di un eccesso di grassi o zuccheri, dove non sono presenti i cibi che contengono questi micronutrienti essenziali.

Due tipi di malnutrizione meritano attenzione in caso di diete vegane: la carenza di calorie e proteine e la carenza di micronutrienti. Tecnicamente, la fame si manifesta solo in casi di insufficiente accesso al cibo. Nella popolazione vegana la fame è molto rara. Può presentarsi, per esempio, quando a neonati o bambini viene applicata una dieta a bassissimo contenuto di grassi ed elevate quantità di fibre oppure quando si riducono le calorie per riuscire a perdere peso.

La carenza di micronutrienti può comparire tra i vegani quando non si assumono quantità adeguate di vitamine B12 e D o quando la dieta si basa sul cosiddetto “cibo spazzatura” o su carboidrati raffinati e manca di frutta, verdura, noci e nocciole (con il termine nuts, noci, solitamente si intende frutta secca ossia frutta a guscio come noci, nocciole, mandorle, arachidi ecc. [N.d.R.]), semi e legumi.

Due tipi di malnutrizione sono invece comuni tra i non vegetariani: l’obesità e la carenza di micronutrienti.

L’obesità ha fatto aumentare drammaticamente il numero di patologie croniche ed è la forma di malnutrizione che cresce più velocemente nel mondo. La si può notare di frequente in caso di diete incentrate su prodotti animali, cibo raffinato e alimenti da fast food oppure nelle diete molto povere di fibre e ricche di grassi, di colesterolo, di zuccheri e di sale. In regimi alimentari di questo tipo, la carenza di micronutrienti è associata alla mancanza di varietà (per esempio carne e fritti) o al consumo di cibi raffinati (ricchi di grassi o di zuccheri, senza mai prevedere cibi integrali, verdura, frutta e legumi).

Sia la dieta vegetariana che quella non vegetariana possono portare a malnutrizione, quella vegana tende alla denutrizione, quella non vegetariana tende alla sovra-nutrizione. Entrambe potenzialmente possono nutrire adeguatamente una popolazione se pianificate bene ed entrambe possono essere rischiose se pianificate male.

Articolo tratto da Diventare Vegani di e .