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Il segreto degli sportivi: come dimagrire anche restando fermi

Quando si parla di metabolismo ci sono alcuni piccoli segreti che non tutti conoscono. E’ vero che ciascuno di noi ha proprie caratteristiche metaboliche, ma è anche vero che queste caratteristiche si possono migliorare e che, quando migliorano, i risultati positivi sono esponenziali. Ecco il motivo spiegato in questo estratto di Mangiar Sano e Naturale con alimenti vegtali e integrali.

L’organismo del sedentario non è capace di utilizzare in stato di veglia i grassi in modo efficace e, pertanto, dopo i primi dieci minuti di corsa, esau­rite le scorte di zucchero muscolare, la persona è costretta a fermarsi per stanchezza e mancanza di fiato.

Il soggetto sedentario, pur avendo molti grassi a disposizione nel corpo, e quindi un’abbondante riserva di energia, non riesce a utilizzarla per l’attività fisica più intensa che ha deciso di svolgere. Il commutatore del carburante che dovrebbe consentire il passaggio da zuccheri a grassi non è efficiente, non funziona bene.

Il sedentario, colpito da questa prima reazione di affanno e stanchezza, interromperà anzitempo la corsa, e avrà ottenuto il solo risultato di accendere la fame che lo porterà a mangiare subito per ripristinare le riserve di glucosio. Magari mangerà più del dovuto e assorbirà tanti zuccheri che si trasformeranno in grassi di de­posito a cui però egli avrà difficilmente accesso. Una persona sedentaria in sovrappeso è come un ricco signore che è rimasto col portafoglio vuoto, di domenica, con gli sportelli bancomat che non funzionano. Egli ha bisogno urgente di denaro per fare un acquisto e pur avendo soldi a palate non riesce ad accedervi.

Viceversa, la persona allenata che pratica sport, anche a livello amatoriale, appena co­mincia a correre, utilizza una miscela di zuccheri e grassi fin da subito e, mano a mano che esaurisce le scorte di glucosio muscolare, continua l’attività bruciando i grassi di deposito sempre disponibili anche nel soggetto apparentemente più magro.

Un maratoneta può correre per diverse ore a velocità relativamente alte proprio grazie a questo meccanismo. La “marcia in più” dello sportivo è dovuta in buona parte proprio alla capacità di utilizzare con estrema facilità zuccheri o grassi al bisogno e a seconda del tipo di attività e questo gli dà una maggiore autonomia energetica.

Il soggetto sedentario con il passare del tempo rallenta sempre più il suo metaboli­smo e quindi avrà tendenza a ingrassare facilmente dal momento che consumerà meno energia anche di notte, al contrario dello sportivo che non brucia calorie solo quando fa attività fisica, ma durante tutto il giorno (e la notte) perché il suo motore è, come dire, più su di giri; cioè il suo apparato locomotore essendo attivo determina un metabolismo più veloce che quindi consuma di più.