dipendenza-farmaci

La dipendenza dai farmaci non naturali

Dipendenza da farmaci non naturali

In questo articolo T. Colin Campbell ci spiega come siamo dipendenti dai farmaci “non naturali” e di quali effetti ha sul nostro corpo (Tratto da libro Whole – Vegetale e Integrale)

In origine, la maggior parte dei farmaci veniva dalle piante. Gli esseri umani (e gli animali) sanno da millenni che certe piante hanno proprietà biologiche potenzialmente utili nella cura delle malattie. I guaritori tradizionali di tutto il mondo utilizzavano le piante con modalità olistiche per riportare l’equilibrio nell’organismo dei loro pazienti. Ritenevano che le piante avessero uno “spirito” che trasferiva e canalizzava nel corpo gli effetti terapeutici (anche una dieta sana può essere un farmaco naturale).

La medicina moderna e le piante

Da una prospettiva medica moderna, questo approccio è fondamentalmente problematico. Anzitutto, l’idea che l’intera pianta abbia uno spirito che debba essere rispettato nella sua totalità – il pensiero che la pianta nel suo insieme possegga qualcosa di speciale – per il pensiero scientifico occidentale sa di vuota superstizione.

Se la pianta ha proprietà terapeutiche, ciò significa che in qualche sua parte c’è una sostanza chimica che, isolata, raggiunge lo stesso effetto. Il nostro compito consiste non solo nel trovarla, ma anche nello scoprire come ricrearla in modo da produrla in modo sterile e scalabile.

I ricercatori farmaceutici cercano di isolare e individuare le strutture chimiche dei “princìpi attivi” responsabili delle proprietà curative di determinate piante. Nel processo di sintesi di queste nuove strutture chimiche innaturali, le compagnie farmaceutiche cercano di potenziare al massimo gli effetti (efficacia) e ridurre al minino la tossicità (effetti collaterali), o almeno questo ci vogliono far credere i sostenitori dell’industria farmaceutica. In realtà è vero il contrario.

I farmaci e i loro effetti collaterali

Più la sostanza chimica naturale viene modificata a livello strutturale, più problemi crea all’organismo: è questa infatti la fonte degli effetti collaterali non intenzionali e indesiderati comune a tutti i medicinali. E questa reazione negativa ai farmaci è spesso aggravata da una posologia e da tempi di somministrazione innaturali, che si sottraggono all’ordinata regolatezza con cui la natura riesce a gestire questa straordinaria complessità.

Ecco quanto accade. Quando l’organismo si accorge di essere stato avvelenato (invaso da sostanze chimiche estranee), dà l’allarme, e fra le altre risposte elaborate nel corso dell’evoluzione, fa appello al suo esercito di enzimi per convertire le sostanze estranee in metaboliti meno nocivi che il corpo può espellere. Uno di questi enzimi è l’MFO che svolge un’ampia serie di attività biologiche, compresi il metabolismo e lo smaltimento dei farmaci.

È piuttosto paradossale che determinati farmaci, mirati a reazioni specifiche all’interno dell’organismo, tendano tutti a suscitare una risposta da parte del sistema enzimatico dell’MFO. Ma come abbiamo visto, non c’è niente che assomigli a un attacco mirato, quando è in gioco la biochimica.

Così la strategia che prevede di usare queste sostanze chimiche per curare la malattia è simile all’infame strategia utilizzata in Vietnam di “dar fuoco al villaggio per salvarlo”. Proprio come in guerra, queste operazioni lasciano la scia di un prevedibile sterminio di massa dovuto ai danni collaterali.

La questione degli effetti collaterali ha conseguenze ancor peggiori. Per neutralizzare il danno provocato dalla terapia chimica, si ricorre spesso a un secondo farmaco, e forse anche a un terzo e a un quarto, tutti volti a porre riparo al disastro creato dal medicinale precedente. Oltretutto, con il passare del tempo, spesso il dosaggio dei farmaci dev’essere aumentato perché l’organismo diventa progressivamente più efficiente nella detossificazione ed eliminazione di queste sostanze prima che possano svolgere la funzione cui sono state chiamate. E noi erroneamente diamo per scontato che questa accozzaglia di pillole sia normale!