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Il Gruppo Macro a SANA 2013: scopri gli eventi gratuiti!

L’Estate dell’Alimentazione Sana e Naturale è appena giunta al termine e, come leggerete in seguito, è stato un trionfo. Quale occasione migliore del SANA 2013 per festeggiare? Allora tutti pronti per l’ennesima grande sorpresa: un programma di eventi gratuiti che prevede, come ciliegina sulla torta, uno speciale su The China Study e un’anteprima sull’attesissimo DVD Il Potere del Cibo!

Il programma del Gruppo Editoriale Macro è degno coronamento di una campagna che ci ha visto pubblicare ben 48 articoli gratuiti, premiare 6 vincitori con i libro La Rivoluzione della Forchetta Vegan, rispondere a tantissime email con domande e ringraziamenti per l’iniziativa, seguire con piacere il dibattito sui social media.

Grazie alla vostra passione è successo ciò che tutti i sostenitori di uno stile di vita vegetariano e vegano sognano: un libro simbolo come The China Study è entrato nella classifica dei libri più venduti in Italia!

Dunque il messaggio è chiaro: la Rivoluzione delle Forchette è un successo che premia quanti, giorno dopo giorno, si impegnano a diffondere una cultura del mangiare sano nel rispetto dell’ambiente e della natura.

ECCO IL PROGRAMMA COMPLETO
“MACRO TI ASPETTA AL SANA”
7-10 Settembre 2013
Fiera di Bologna
PADIGLIONE 31
STAND B19 – C20

SABATO 7 SETTEMBRE

10,45 – 11,45
Vediamoci Chiaro
con Giorgio Ferrario

11,45 – 12,00
Macrocredit: il Risparmio Equo e Consapevole del Gruppo Editoriale Macro
con Silvia Nicoletti
12,00 – 13,00
Innamorati di Te per raggiungere il successo
con Tiberio Faraci

Il pomeriggio dedicato a
LA RIVOLUZIONE DELLE FORCHETTE
L’alimentazione sana e naturale dopo The China Study


14,30 – 15,00
Armonia ed equilibrio dal piatto al corpo e alla mente
in collaborazione con
Sapere. Il Sapore del Sapere (www.saporedelsapere.it)
con Giusi De Francesco 15,00 – 15,30 Qualità del cibo, qualità della vita in collaborazione con Sapere. Il Sapore del Sapere (www.saporedelsapere.it)
con Sergio Maria Francardo
15,30- 16,00 Il Potere del Cibo – Proiezione Video
Il Potere del Cibo 16,00 – 16.30 Come è cambiata la mia vita con The China Study in collaborazione con Be4Eat16,30 – 17,00 Proiezione Video The China Study in collaborazione conSapere Be4Eat www.chinastudy.it

LUNEDI 9 SETTEMBRE 10,45 – 11,45
Il Metodo Visotonic per la Ginnastica Facciale
con Loredana De Michelis

11,45 – 12,00
Una grande Cooperativa etica alla base del Gruppo Editoriale Macro
co n Silvia Nicoletti

12,00 – 13,00
Curarsi con la Vitamina C
con Stefano Pravato

Il pomeriggio dedicato a:
VIVERE IN MODO AUTOSUFFICIENTE:
PERMACULTURA E BIODIVERSITA’


14,30 – 15,30
Permacultura: l’agricoltura consapevole
con Romina Rossi e Elena Parmiggiani

15,30 – 16,00
La Fattoria dell’Autosufficienza
con Francesco Rosso
16,00 – 16,45
Salviamo i semi per salvare noi stessi
con Alberto Olivucci 16,45 – 17,30
Geni Fuori Controllo – Proiezione Video in collaborazione con Fattoria dell'Autosufficienza Vivi Consapevole
DOMENICA 8 SETTEMBRE 10,45 – 11,45
Il programma Veganic con dieta mediterranea, vegetariana e vegana
con Michele Riefoli
in collaborazione con
Coscienza e Salute
Coscienza & Salute
11,45 – 12,00
La casa editrice e il Risparmio Etico
con Silvia Nicoletti
12,00 – 13,00
Raw Food: la dieta crudista
con René Andreani
14,30 – 15,30
Riscopri la tua femminilità con la Ginnastica Intima
con Simona Oberhammer
Ginnastica Intima 15,30 – 15,45
Transurfing Scardinare il Sistema Tecnogeno – Anteprima Video
Scardinare il Sistema Tecnogeno 16,00 – 17,00
Vivere sani fino a 100 anni si può!
con Roberto Bianchi
MARTEDI 10 SETTEMBRE

11,00 – 12,00
Fermare e Guarire il Diabete Senza Farmaci e Insulina – Proiezione Video
12,00 – 13,00
L’ipnosi regressiva per guarire il presente e osservare il futuro
con Lanfranco Mariottini 14,30 – 15,30
Yoga contro lo Stress: la sfida dei 9 minuti
con Ram Rattan Singh

SCARICA QUI LA BROCHURE con il programma completo!

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Il Corpo che Cambia: come diventare vegetariani e non tornare più indietro

L’esperienza di rinascita di Stefano Sesta. Questo racconto è tra i vincitori del concorso Vinci La Rivoluzione della Forchetta Vegan. Un’esperienza utilissima a tutti coloro che si stanno chiedendo come fare il grande passo della dieta vegetariana. Una storia da condividere perché parla di benessere e amore per se stessi e per l’ambiente.

Sono cresciuto in Emilia-Romagna, più Romagna che Emilia, dove la cultura dello strutto, della salsiccia, del ragù di carne, degli affettati e dei formaggi la fanno da padroni.

Per più di 25 anni non ho saputo cosa fossero le verdure o la frutta, a parte qualche piccolissima eccezione, ma gran grigliate estive e abbuffate pasquali e natalizie.

Sono sempre stato uno sportivo amatoriale, sono un vero drogato di sport.

Sono stato messo sugli sci a 5 anni e ho provato davvero di tutto: basket, sci, nuoto, tuffi, kite surf, snowboard, snowscooter, wakeboard, skateboard, skimboard, longskate, flowboard, palestra, allenamento a corpo libero, corsa, passeggiate in montagna,ciclismo.

La mia alimentazione come tutti è sempre stata molto classica, pasta, carne, pesce, formaggi, qualche frutta e verdura e dolci, senza sapere bene, come, quando e perché mangiare.

Con la pratica della palestra, verso i 15 anni, ho iniziato a capire un minimo, la classica cosa, che la carne bianca fa bene per i muscoli e va mangiata dopo gli allenamenti, e che quella rossa andava mangiata meno, ma al di là di quello poca roba.

Ero in generale un grande amante della carne, andavo matto per la salsiccia, mi ricordo le grigliate che ci facevamo con gli amici, ma già dai 18 anni circa, avevo iniziato a sentire disappunto per questo cibo così violento, ero già contrariato per le condizioni di trasporto degli animali vivi, nei camion, avevo smesso di mangiare agnello a pasqua perché lo ritenevo disumano e per salute e cura del corpo, negli ultimi anni, avevo calato drasticamente le carni rosse.

Nel tempo ho perso quella foga che molti hanno per il cibo, quella dipendenza, quella brama di sapori che sono poi alla base di questo sentimento popolare nei confronti del cibo.

Mangiare con gusto si, ma mangiare per quello che il cibo apporta al mio corpo e non solo per il gusto di mangiare.

Il grande cambiamento è stato durante il mio soggiorno a Barcellona; nonostante ancora le verdure fossero prevalentemente bandite dalla mia dieta, mi era scattata quella molla che mi aveva dato input ad iniziare ad informarmi sul mondo vegetariano e vegano, continuavo a mangiare carne e derivati, lamentandomi delle sofferenze che dovessero provare per finire nel mio piatto, una situazione che non poteva andare avanti per troppo a lungo, o smettevo di lamentarmi o smettevo di mangiare carne e derivati, in altra maniera sarei stato soltanto un’ipocrita.

Un bel giorno di febbraio, durante le mie varie ricerche mi ero imbattuto nel video di Gary Yourofsky, attivista vegano famosissimo, il qualche teneva una lezione in un’aula di scuola sul veganesimo. Le sue argomentazioni e le immagini senza censure, all’interno di allevamenti e mattatoi, hanno mostrato tutta la crudeltà umana e la violenza quotidiana che questi animali subiscono. Ho realizzato che il mio solo nutrirmi comportava tutta quella sofferenza e morte. Talmente scioccato e messo all’angolo da quella verità sputatami in faccia, ho letteralmente eliminato tutti i cibi derivanti dagli animali la sera stessa, da quel giorno non avrei più toccato niente.

La cosa incredibile è che automaticamente ho aperto la mia mente a tutte le verdure e frutti possibili ed immaginabili, che prima non avrei mai neanche pensato di mangiare, ho scoperto sapori ed aromi sconosciuti e informandomi piano piano, ho capito che in tanti cibi confezionati avrei trovato derivati animali e ho davvero dovuto studiare e scoprire cose davvero schifose, che passano come cosa più che normali.

Il passaggio netto è stato automatico, bello, leggero ed eccitante, già dalla prima settimana mi sentivo già un’altra persona, in bici avevo più fiato, più resistenza, più forza nelle gambe, incredibile.

Nel giro di 3 mesi avevo perso 5 kg di massa grassa, il mio corpo nei primi 6-7 mesi si è asciugato tantissimo e stavo davvero bene, leggero, attivo, mai affaticato dalla digestione, e negli sport che praticavo avevo riscontrato una moltitudine di benefici.

Dopo i primi 6 mesi ho fatto le analisi del sangue, che risultavano perfette, confermavano la mia sensazione di totale benessere.

Andando avanti ho studiato le proprietà dei cibi e come e quando mangiarli, dove prendere le proteine, i carboidrati, le vitamine ecc… e nei mesi successivi, dopo il radicale cambiamento del mio corpo, avevo trovato il mio equilibrio. Con costante sport ed allenamento e questa nuova alimentazione ho raggiunto una forma fisica che non avrei mai pensato di poter raggiungere, sono un grande appassionati di cicloturismo e mi muovo in bici tutto l’anno, mi alleno costantemente a corpo libero da quasi un anno e i miei muscoli rispondono davvero benissimo agli sforzi e alle sollecitazioni, toccando con mano i risultati nelle prestazioni sportive.

Quello della scelta del veganesimo è nata prima di tutto per l’empatia che provavo e provo per gli animali, ma poi si è evoluta in una necessità e ricerca di benessere psicofisico, che mi ha davvero lasciato senza parole.

Non potrò più tornare indietro, questo stile di vita riempie spirito e corpo in una maniera che non si può spiegare.

Gwyneth Paltrow

Con la dieta senza latticini alla corte di Gwyneth Paltrow

Quando aveva circa 26 o 27 anni, Gwyneth Paltrow continuava ad ammalarsi con infezioni o raffreddori; sospettò perciò che stesse facendo qualcosa di sbagliato. Consigliata dalla sua insegnante di yoga si mise in contatto con Mina Dobic, che le propose di sperimentare una dieta senza latticini. Lo fece, e notò quasi immediatamente un discreto cambiamento.

Chi era Mina Dobic? Allieva di Michio Kushi, la Dobic è da considerarsi la meta obbligata per chi, sul versante occidentale degli Stati Uniti, deve educarsi alla macrobiotica. Nel 1987, decidendo di cambiare alimentazione sotto la supervisione di Kushi, era guarita da un carcinoma ovarico allo stadio IV con metastasi al fegato e al sistema linfatico. Negli anni sono arrivati come studenti a casa sua una celebrità dopo l’altra: Nicole Kidman, Blythe Danner, Alicia Silverstone, Steven Seagal, Rachel Weisz, Vanessa Marcil, Bill Duke. Madonna dice di lei: «Mina è una donna forte, fonte di grande ispirazione; è la mia maestra di macrobiotica e ha migliorato la salute mia e della mia famiglia enormemente».

Dunque Mina nel 1987, con una prognosi di soli due mesi di vita, decise di andare di persona da Kushi per farsi aiutare. Il fondatore della macrobiotica la accolse a Boston come accoglieva ogni giorno decine e decine di disperati.

Il latte che consumiamo è un prodotto della ghiandola mammaria bovina, quindi Kushi le spiegò che dobbiamo mettere in preventivo una sua azione deleteria a lungo termine su mammelle, utero, ovaie, prostata e, in generale, sul sistema endocrino. La Dobic s’immerse immediatamente in quel modo di vedere. Era un esperimento e forse una via di uscita. Altro non poteva fare. Ma se a portarla alla malattia era stato mangiare per tanti anni tutte le cose sbagliate, forse allora il capire e fare cambiamenti potevano in qualche misura aiutarla! Kushi ci credeva e lei pure. Secondo le istruzioni di Kushi, in quelle circostanze doveva evitare non solo i latticini ma anche lo zucchero bianco e i cereali raffinati.

Ebbene, entro sei mesi e mezzo dall’adozione di una rigorosa dieta macrobiotica (non avendo mai fatto chemioterapia o chirurgia) si ritrovò libera dal cancro. In seguito divenne consulente di macrobiotica, nonché rappresentante dell’Istituto Kushi al primo forum annuale del Whole World Health.

Tratto da Niente Latte, siamo ad Hollywood di Lorenzo Acerra.

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Ricetta del gelato vegano al cioccolato e ciliegie

Con questa ricetta preparerete un delizioso gelato naturale con ingredienti vegani, ideale per l’estate. Oltre alla versione con cioccolato e ciliegie è possibile una variazione con altri frutti in particolare la banana.

Ingredienti per 2 porzioni

  • ½ tazza di latte vanigliato di soia, di canapa o di mandorle
  • 1 cucchiaio di cacao in polvere al naturale
  • 4 datteri, snocciolati
  • 1½ tazza di ciliegie surgelate

Frullate tutti gli ingredienti in un frullatore ad alta potenza fino a ottenere una consistenza vellutata e cremosa. Se usate un mixer normale, aggiungete solo metà delle ciliegie e passate il tutto fino a ottenere una consistenza vellutata, poi aggiungete le restanti ciliegie e continuate a mixerare.

Variazione: usate frutti o banana anziché le ciliegie. Congelate le banane mature almeno ventiquattro ore prima. Per congelarle, pelatele, tagliatele in tre e avvolgetele strettamente in una pellicola per alimenti.

Ricetta inserita nella Dieta Fuhrman

Tratta dal libro Eat to live – Mangiare per Vivere del dottor Joel Fuhrman

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Chi ha detto che le diete non-vegetariane e non-vegane sono sicure?

La critica che più spesso viene rivolta alle diete vegane è di non essere sicure e adeguate e che, rispetto alle diete non vegane, aumentano il rischio di malnutrizione.

La critica suona un po’ in questo modo:

«La carne, il latte e le uova sono le uniche fonti di proteine complete, il tipo di proteine di cui bambini e ragazzi hanno bisogno per crescere bene. La carne è la nostra fonte primaria di ferro e zinco. Il latte è la nostra maggiore fonte di calcio. Questi nutrienti spesso mancano nel regime alimentare delle persone più povere che non possono permettersi cibi di origine animale. Quando aggiungiamo un po’ di carne, di uova o di latticini nella dieta di queste persone che si cibano quasi soltanto di amidi o pochi altri nutrienti, i bambini crescono meglio e ci sono meno casi di malnutrizione. Inoltre, i cibi vegetali mancano completamente di vitamina B12. Ovviamente se abbiamo bisogno di un nutriente e questo non è disponibile nei vegetali, questo ci porta a concludere che gli uomini sono nati per non essere vegetariani».

Questi argomenti potrebbero sembrare logici, ma ci raccontano solo una piccola parte della storia. È vero che alcune diete che si basano soltanto su uno o pochi prodotti (come ad esempio radici vegetali, riso o pane bianco) mancano di proteine, ferro, zinco e calcio; quindi, aggiungendo carne e latte (fonti concentrate di questi nutrienti) migliorerà il regime alimentare.

È vero anche però che aggiungendo cibi vegetali molto nutrienti come il tofu, il burro di nocciole, i legumi, i vegetali a foglia verde e il latte di soia si ottiene lo stesso risultato senza necessariamente mettere in atto politiche che danneggiano l’ambiente. Se vogliamo veramente trovare una via d’uscita al problema della fame nel mondo, queste soluzioni possono risultare sostenibili. Il fatto che le piante che mangiamo manchino di vitamina B12 non significa che abbiamo bisogno di mangiare cibo animale. Né le piante né gli animali sintetizzano questa vitamina: è prodotta da batteri. E può accadere che gli animali e il loro cibo siano contaminati da batteri che producono vitamina B12. Anche il cibo vegetale può a volte essere contaminato da questi batteri, ma generalmente laviamo via la vitamina B12 durante la preparazione del cibo stesso.

Il modo più semplice per far fronte alla carenza di vitamina B12 è adottare le soluzioni ormai note che si utilizzano con successo anche per altre carenze, come la vitamina D, l’acido folico o lo iodio, cioè aggiungere integratori al cibo. Le bevande prive di latte, i cereali per la colazione e i sostituti della carne sono ormai tutti potenziati con vitamina B12.

Molte persone fanno ancora fatica ad ammettere che potenzialmente può causare più casi di malnutrizione un regime alimentare occidentale che non invece una dieta vegana. Stando ai dati illustrati sul rapporto State of the World 2000 del Worldwatch Institute, ci sono tre tipi di malnutrizione:

  • La fame, una mancanza di calorie e proteine. A soffrire di fame sono circa 1,2 miliardi di persone nel mondo. Nei Paesi dove il problema è più grave, più del 50% della popolazione è sottopeso.
  • L’obesità, un eccesso di calorie spesso accompagnato da carenza di vitamine e minerali. L’obesità affligge 1,2 miliardi di persone nel mondo. Nei Paesi dove il problema è più grave, oltre il 50% della popolazione è sovrappeso.
  • Carenza di micronutrienti, cioè di vitamine e minerali. Questa forma di malnutrizione affligge 2 miliardi di persone nel mondo e si può presentare sia in persone sottopeso che obese. È il risultato di una dieta non sufficientemente variata o di un eccesso di grassi o zuccheri, dove non sono presenti i cibi che contengono questi micronutrienti essenziali.

Due tipi di malnutrizione meritano attenzione in caso di diete vegane: la carenza di calorie e proteine e la carenza di micronutrienti. Tecnicamente, la fame si manifesta solo in casi di insufficiente accesso al cibo. Nella popolazione vegana la fame è molto rara. Può presentarsi, per esempio, quando a neonati o bambini viene applicata una dieta a bassissimo contenuto di grassi ed elevate quantità di fibre oppure quando si riducono le calorie per riuscire a perdere peso.

La carenza di micronutrienti può comparire tra i vegani quando non si assumono quantità adeguate di vitamine B12 e D o quando la dieta si basa sul cosiddetto “cibo spazzatura” o su carboidrati raffinati e manca di frutta, verdura, noci e nocciole (con il termine nuts, noci, solitamente si intende frutta secca ossia frutta a guscio come noci, nocciole, mandorle, arachidi ecc. [N.d.R.]), semi e legumi.

Due tipi di malnutrizione sono invece comuni tra i non vegetariani: l’obesità e la carenza di micronutrienti.

L’obesità ha fatto aumentare drammaticamente il numero di patologie croniche ed è la forma di malnutrizione che cresce più velocemente nel mondo. La si può notare di frequente in caso di diete incentrate su prodotti animali, cibo raffinato e alimenti da fast food oppure nelle diete molto povere di fibre e ricche di grassi, di colesterolo, di zuccheri e di sale. In regimi alimentari di questo tipo, la carenza di micronutrienti è associata alla mancanza di varietà (per esempio carne e fritti) o al consumo di cibi raffinati (ricchi di grassi o di zuccheri, senza mai prevedere cibi integrali, verdura, frutta e legumi).

Sia la dieta vegetariana che quella non vegetariana possono portare a malnutrizione, quella vegana tende alla denutrizione, quella non vegetariana tende alla sovra-nutrizione. Entrambe potenzialmente possono nutrire adeguatamente una popolazione se pianificate bene ed entrambe possono essere rischiose se pianificate male.

Articolo tratto da Diventare Vegani di e .

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Le insostituibili chips di Joey

ChipsQueste chips sono lo spuntino preferito di Joey Aucoin, da Forks over Knives, specialmente alle feste, quando tutti gli altri piatti sono carichi di olio. La preparazione richiede pochissimo tempo e il risultato finale piace a tutti. Servitele con un condimento a base di aceto balsamico, sciroppo di riso e senape, con una mousse di anacardi e spinaci o di avocado e pomodori.  Estratto da La Rivoluzione della Forchetta Vegan.

Ingredienti

Patate (o patate americane) tagliate molto sottili

Preparazione

Cuocete nel forno a microonde le fettine di patate a temperatura massima per circa 7 minuti.

Suggerimento

Non saranno croccanti come le normali patatine fritte, ma sono una squisitezza e della consistenza giusta per essere intinte in una salsa o mousse.

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Ricetta dei Carciofi Sfiziosi

Cercate una ricetta che abbini la bontà del carciofo alla sorpresa di ingredienti sani e naturali? La ricetta dei Carciofi Sfiziosi di Maria Grazia Sereni fa al caso vostro. Tra le vincitrici del concorso Vinci La Rivoluzione della Forchetta Vegan, questa ricetta darà un tocco di originalità ai vostri antipasti e contorni vegetariani.

Ingredienti per 2 persone

  • 4  cuori di carciofo ( eventualmente surgelati)
  • 1  cucchiaio uvetta
  • 1  cucchiaio pinoli
  • 1  cucchiaino prezzemolo tritato
  • 1  limone
  • 2  foglie lattuga
  • olio extravergine di oliva

Preparazione

Mettere l’uvetta a bagno in acqua calda per una decina di minuti in modo che si gonfi.

Lessare i carciofi in acqua salata e acidulata con un po’ di succo di limone.

A cottura ultimata, disporre su un piatto da portata le foglie di lattuga lavate e asciugate.

Tagliare i cuori di carciofo in quattro, badando a tenere unito il fondo, in modo che si aprano come un fiore.  Amalgamare i pinoli tritati con l’uvetta e il prezzemolo, usando il composto per condire i carciofi.

Terminare con un filo di olio di oliva.

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Frutta secca e semi contro le malattie cardiache

La frutta secca non tostata e i semi crudi sono pieni di nutrienti. Lignani, bioflavonoidi, minerali e altri antiossidanti proteggono la fragile freschezza dei grassi provenienti dalla frutta secca e dai semi e le proteine vegetali e gli steroli abbassano il colesterolo in maniera naturale.

Forse una delle scoperte più nuove e inattese fatte dall’epidemiologia nutrizionale negli ultimi cinque anni è quella secondo cui il consumo di frutta secca e semi garantisce una importante protezione contro le malattie cardiache. Numerosi studi clinici hanno attestato gli effetti benefici di una dieta ricca di frutta secca (tra cui noci, arachidi, mandorle e altro) sui lipidi nel sangue34. Una revisione di ventitré studi interventistici che hanno utilizzato frutta secca e semi ha dimostrato in maniera convincente che il consumo quotidiano diminuisce il colesterolo totale e quello LDL (cattivo).

Non solo frutta secca e semi abbassano il colesterolo LDL, ma fan no anche aumentare quello HDL (buono). È interessante vedere come riescano a normalizzare un pericoloso tipo di molecole di LDL – le particelle piccole e dense che danneggiano i vasi sanguigni, soprattutto le cellule endoteliali che rivestono i vasi sanguigni.

Se raffrontate specificatamente con le modifiche nei fattori noti di rischio, come l’abbassamento del glucosio nel sangue o dei livelli di colesterolo, il consumo di frutta secca e semi induce una diminuzione della morte per problemi cardiovascolari e un allungamento della durata della vita37. Cinque ampi studi (Adventist Health Study, Iowa Women’s Health Study, Nurse’s Health Study, Physicians’ Health Study e il CARE Study) hanno esaminato la correlazione tra consumo di frutta secca e semi e il rischio di cardiopatia aterosclerotica. Tutti hanno trovato una forte associazione inversa.

Sulla base dei dati del Nurses’ Health Study, è stato stimato che sostituire con grassi provenienti da una trentina di grammi di frutta secca l’equivalente in energia da carboidrati in una dieta media è associato a una riduzione del 30% del rischio di cardiopatia. La sostituzione dei grassi saturi con i grassi della frutta secca ha mostrato una riduzione del 45%.

Il Physicians’ Health Study ha aggiunto molti altri spunti. Il più interessante e forse il più importante è che la frutta secca e i semi non solo abbassano il colesterolo e prevengono l’infarto, ma i componenti di questi cibi pare abbiano anche effetti anti-aritmia e anti-apoplessia che riducono moltissimo l’incidenza di morte improvvisa.

Il Physicians’ Health Study ha seguito 21.454 uomini per una media di diciassette anni. I ricercatori hanno scoperto un minor rischio di morte cardiaca improvvisa e di altre coronaropatie all’ultimo stadio dopo avere eseguito i test sui fattori di rischio cardiaco noti e avere verificato le altre abitudini alimentari. Se confrontati con chi raramente o mai aveva consumato semi e frutta secca, coloro che ne avevano mangiate due o più porzioni a settimana avevano un rischio ridotto del 50% di morte cardiaca improvvisa. Non si tratta d’infarto, ma piuttosto di una aritmia cardiaca gravissima chiamata fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare. Chi è afflitto da malattie cardiache non sempre muore d’infarto; si può morire anche per un battito irregolare che impedisce al cuore di pompare sangue in maniera appropriata.

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Vegani e Vegetariani Famosi: Jovanotti, Red Ronnie, Paolo Kessisoglu, Margherita Hack e molti altri

Un video coinvolgente in cui tantissimi personaggi del mondo dello sport, della cultura, dello spettacolo raccontano con grande simpatia, competenza e passione la loro esperienza vegana e vegetariana.

Da Jovanotti a Tiziano Terzani, passando per Margherita Hack e Paolo Kessisoglu, Red Ronnie e molti altri…

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Ricetta dell’Hamburger di Lenticchie

Se state cercando di rinunciare alla carne ma non riuscite proprio a fare a meno dei vostri golosi hamburger di lenticchie, questa ricetta di Erminia Sirimarco vi cambierà la vita. Dopo aver assaggiato il suo hamburger di lenticchie capirete come è riuscita ad arrivare tra i vincitori del concorso Vinci La Rivoluzione della Forchetta Vegan e potrete serenamente dire addio ai vostri hamburger di carne.

Ingredienti per 4 persone

  • Pancarrè 50 gr
  • Paprika dolce q.b
  • Lenticchie 250 gr
  • Sale e pepe q.b
  • 1 cipolla
  • prezzemolo tritato

Preparazione

Per preparare gli hamburger bisogna lessare le lenticchie in acqua bollente e scolarle per bene. Quindi inserirle in un frullatore con il pane sbriciolato e il prezzemolo tritato.Quindi frullare il tutto finchè il composto non sarà diventato omogeneo.

Aggiungere quindi la paprika, il sale, il pepe e frullate ancora il tutto fino ad ottenere un impasto malleabile a cui va aggiunta la cipolla tritata e che andrà diviso in 4 parti uguali.

Fatto questo dare al composto la forma di un hamburger e cuocerli in una padella con poco olio per circa 3 – 4 minuti per parte a fuoco medio

Una volta che gli hamburger avranno raggiunto un colore dorato servirli con un’insalata e con una salsa a piacimento…..e BUON APPETITO!!!

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Il segreto degli sportivi: come dimagrire anche restando fermi

Quando si parla di metabolismo ci sono alcuni piccoli segreti che non tutti conoscono. E’ vero che ciascuno di noi ha proprie caratteristiche metaboliche, ma è anche vero che queste caratteristiche si possono migliorare e che, quando migliorano, i risultati positivi sono esponenziali. Ecco il motivo spiegato in questo estratto di Mangiar Sano e Naturale con alimenti vegtali e integrali.

L’organismo del sedentario non è capace di utilizzare in stato di veglia i grassi in modo efficace e, pertanto, dopo i primi dieci minuti di corsa, esau­rite le scorte di zucchero muscolare, la persona è costretta a fermarsi per stanchezza e mancanza di fiato.

Il soggetto sedentario, pur avendo molti grassi a disposizione nel corpo, e quindi un’abbondante riserva di energia, non riesce a utilizzarla per l’attività fisica più intensa che ha deciso di svolgere. Il commutatore del carburante che dovrebbe consentire il passaggio da zuccheri a grassi non è efficiente, non funziona bene.

Il sedentario, colpito da questa prima reazione di affanno e stanchezza, interromperà anzitempo la corsa, e avrà ottenuto il solo risultato di accendere la fame che lo porterà a mangiare subito per ripristinare le riserve di glucosio. Magari mangerà più del dovuto e assorbirà tanti zuccheri che si trasformeranno in grassi di de­posito a cui però egli avrà difficilmente accesso. Una persona sedentaria in sovrappeso è come un ricco signore che è rimasto col portafoglio vuoto, di domenica, con gli sportelli bancomat che non funzionano. Egli ha bisogno urgente di denaro per fare un acquisto e pur avendo soldi a palate non riesce ad accedervi.

Viceversa, la persona allenata che pratica sport, anche a livello amatoriale, appena co­mincia a correre, utilizza una miscela di zuccheri e grassi fin da subito e, mano a mano che esaurisce le scorte di glucosio muscolare, continua l’attività bruciando i grassi di deposito sempre disponibili anche nel soggetto apparentemente più magro.

Un maratoneta può correre per diverse ore a velocità relativamente alte proprio grazie a questo meccanismo. La “marcia in più” dello sportivo è dovuta in buona parte proprio alla capacità di utilizzare con estrema facilità zuccheri o grassi al bisogno e a seconda del tipo di attività e questo gli dà una maggiore autonomia energetica.

Il soggetto sedentario con il passare del tempo rallenta sempre più il suo metaboli­smo e quindi avrà tendenza a ingrassare facilmente dal momento che consumerà meno energia anche di notte, al contrario dello sportivo che non brucia calorie solo quando fa attività fisica, ma durante tutto il giorno (e la notte) perché il suo motore è, come dire, più su di giri; cioè il suo apparato locomotore essendo attivo determina un metabolismo più veloce che quindi consuma di più.

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Vuoi dimagrire e restare in salute? Prova col pane integrale!

Per chi desidera dimagrire ma non sa proprio rinunciare al pane un interessantissimo articolo tratto da Eat to Live – Mangiare per Vivere del Dottor Joel Fuhrman.

La pasta e il pane bianco sono insignificanti dal punto di vista nutrizionale e un’alimentazione basata su grandi quantità di zuccheri e amidi raffinati non solo fa ingrassare, ma crea grandi problemi al nostro stato di salute.

Al contrario della frutta disponibile in natura – che costituisce un insieme completo di nutrienti – i carboidrati lavorati (come pane, pasta e dolci) sono poveri di fibre, fitonutrienti, vitamine e minerali, perduti durante il processo di trasformazione.

Rispetto alla farina integrale, pasta e pane bianco perdono il:
• 62% di zinco
• 72% di magnesio
• 95% di vitamina E
• 50% di acido folico
• 72% di cromo
• 78% di vitamina B6
• 78% di fibre

Da uno studio durato sei anni e condotto su 65.000 donne, è emerso che chi aveva una dieta ricca di carboidrati raffinati derivanti da pane bianco, riso bianco e pasta aveva un’incidenza di diabete di tipo 2, due volte e mezzo maggiore di chi mangiava alimenti ricchi di fibre come pane da farina integrale e riso integrale6. Questi risultati sono stati confermati in uno studio su 43.000 uomini7. Il diabete non è un problema banale; è la settima causa di morte per malattia in America e la sua incidenza sta aumentando.

Il dottor Walter Millet, responsabile del Dipartimento di Nutrizione alla Harvard School of Public Health e co-autore dei due studi, ritiene i risultati così convincenti da sollecitare il governo a modificare la “piramide alimentare”, che consiglia da sei a undici porzioni di diversi tipi di carboidrati. Ha detto: «Dovrebbero spostare i cereali raffinati, come il pane bianco, nella categoria dei dolci poiché metabolicamente sono fondamentalmente uguali».

Questi alimenti amidacei (a base di farina bianca), una volta rimosso il rivestimento esterno naturale, non sono più veri alimenti. Le fibre e la maggior parte dei minerali sono stati rimossi e questi cibi vengono assorbiti troppo rapidamente, con un conseguente aumento repentino del glucosio nel sangue.

Il pancreas si trova quindi costretto a pompare insulina più velocemente per stare al passo. Anche l’eccesso di grasso corporeo aumenta il nostro bisogno d’insulina dal pancreas. Nel tempo, l’eccessiva richiesta d’insulina provocata sia dai cibi raffinati che dal grasso in eccesso, porta al diabete. I carboidrati raffinati, la farina bianca, i dolci e anche i succhi di frutta, poiché entrano in circolazione molto rapidamente, possono anche provocare un aumento dei trigliceridi, aumentando il rischio d’infarto negli individui suscettibili.

Ogni volta che mangiate questi cibi industriali, non solo escludete dalla vostra dieta i nutrienti essenziali che sappiamo, ma anche centinaia di altri fitonutrienti ancora non studiati che sono cruciali per le normali funzioni dell’essere umano.

Quando dalla farina integrale viene rimosso il rivestimento esterno ricco di nutrienti per ricavare farina bianca, viene perduta la parte più nutriente dell’alimento. La porzione più esterna del chicco del grano contiene minerali in tracce, fitoestrogeni, lignani, acido fitico, indoli, composti fenolici e altre sostanze fitochimiche, oltre a quasi tutta la vitamina E presente in quell’alimento. I cibi a base di cereali realmente integrali, associati a una maggiore durata della vita, sono estremamente diversi dai cibi industriali dai quali proviene l’apporto di calorie nella moderna dieta americana (MAD).

Studi medici dimostrano chiaramente il pericolo insito nel grande consumo di alimenti lavorati che abbiamo. E poiché questi cereali raffinati mancano delle fibre e della densità nutrizionale necessarie per soddisfare il nostro appetito, provocano anche obesità, diabete, malattie cardiache e un aumento significativo del rischio di cancro.

Uno studio di nove anni su 34.492 donne tra i 55 e i 69 anni ha mostrato un aumento di due terzi nel rischio di morte da malattia cardiaca in chi mangiava cereali raffinati. Sintetizzando quindici studi epidemiologici, i ricercatori hanno concluso che i regimi alimentari basati su cereali raffinati e dolci raffinati sono significativamente correlati a cancro allo stomaco e al colon e almeno quindici studi sul cancro al seno associano diete a basso contenuto di fibre con un aumento dei rischi. Un’alimentazione basata su grandi quantità di zuccheri e amidi raffinati non solo fa ingrassare, ma provoca anche morte prematura.

I cibi raffinati sono correlati a:
• Cancro del cavo orale
• Cancro allo stomaco
• Cancro del colon-retto
• Cancro intestinale
• Cancro al seno
• Cancro alla tiroide
• Cancro dell’apparato respiratorio
• Diabete
• Disturbi alla cistifellea
• Malattie cardiache

Se volete dimagrire, gli alimenti da evitare accuratamente sono i cibi lavorati: condimenti, caramelle, snack e prodotti da forno; e il fatto che vi dicano che sono senza grassi non ha senso.

Quasi tutte le autorità che si occupano di diete e regimi alimentari concordano sul fatto che occorre eliminare i carboidrati raffinati, tra cui pane, panini tipo bagel e pasta. Quando si parla di corpo umano, i carboidrati a basso contenuto di fibre come la pasta sono dannosi praticamente come lo zucchero bianco.

La pasta non è un alimento salutare, è un alimento che fa male.

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La Ricetta per Yamadillas Vegetali

Mary MacDougall (The MecDougall Program) consiglia di servirle con una decorazione di salsa messicana (e guacamole, se lo desiderate). Possono essere mangiate con coltello e forchetta oppure con le mani, tagliate a spicchi e intinte nella salsa e/o nel guacamole.

Ingredienti per 8 persone:

  • 1 kg di patate dolci, pelate e tagliate a tocchetti
  • 2 cucchiai di brodo vegetale
  • 2 cucchiai di peperoncini verdi tritati
  • 2 cucchiaini di succo di lime
  • 1 cucchiaino di peperoncino chipotle sminuzzato in salsa adobo
  • ¾ di cucchiaino di cumino macinato
  • ½ cucchiaino di aglio sminuzzato
  • 1 barattolo da 450 g di fagioli neri, scolati e sciacquati
  • 8 tortillas di frumento integrale
  • salsa messicana fresca di vostro gradimento
  • guacamole (o guacamole di piselli)

Preparazione

  1. Mettete le patate in un tegame di acciaio inossidabile e copritele d’acqua. Portate a ebollizione, abbassate la fiamma, coprite e cuocete per 12 minuti circa, finché saranno tenere. Buttate via l’acqua e aggiungete il brodo vegetale alle patate. Passatele allo schiacciapatate fino a ottenere una specie di purè, poi aggiungete i peperoncini verdi, il succo di lime, il chipotle, il cumino e l’aglio. Amalgamate bene gli ingredienti, aggiungete i fagioli neri e mescolate di nuovo.
  2. Scaldate una piastra antiaderente o una padella grande a fiamma media. Spalmate un po’ del composto a base di patate sulla metà di una tortilla, poi piegatela e appiattitela. Mettete la tortilla piegata sulla piastra e cuocetela per 2 minuti e mezzo da ogni lato, girandola più volte per evitare che bruci. Ripetete la procedura con il resto del composto e con le altre tortillas. Servitele guarnite con la salsa messicana e/o il guacamole.

Suggerimento

Con queste dosi si ottiene una bella quantità di tortillas, che però possono essere conservate in frigorifero e utilizzate il giorno dopo: se riscaldate alla piastra sono buone come appena fatte.

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Ricetta del Burrito vegetale ai fagioli

La gustosissima e sana Ricetta del Burrito vegetale inserita nella Dieta Fuhrman . Tratta dal libro Eat to live – Mangiare per Vivere del dottor Joel Fuhrman, questa ricetta è  l’ideale in qualsiasi banchetto con gli amici. In estate è fantastica perché dona sapore, salute e allegria al vostro tavolo.

Ingredienti per 6 porzioni

  • 2-3 cucchiai di acqua
  • 1 testa di broccoli, tagliati a pezzetti
  • ½ testa di cavolfiore, tagliato a pezzetti
  • 2 carote, tagliate a pezzetti
  • 2 peperoni rossi medi, privati dei semi e tagliati a pezzetti
  • 1 zucchina media, tagliata a pezzetti
  • 1 cipolla media, tagliata a pezzetti
  • 4 spicchi di aglio, tritati
  • 1½ cucchiaio di VegiZest (http://www.drfuhrman.com/shop/matozest_and_vegizest_details.aspx) del dottor Fuhrman o altro condimento senza sale (a piacere)
  • 1 cucchiaino di basilico secco
  • 1 cucchiaino di origano secco
  • 1 cucchiaino di prezzemolo secco
  • 1 tazza di anacardi crudi
  • ½ tazza di latte di soia, di canapa o di mandorle non dolcificato
  • 1½ tazza di fagioli pinto cotti o 1 di fagioli pinto in scatola (425 grammi) senza sale o iposodici, scolati e risciacquati
  • 6 tortillas integrali o fette grandi di lattuga romana

Preparazione

Mettete in una pentola larga 2 cucchiai di acqua, i broccoli, il cavolfiore, le carote, il peperone, le zucchine, la cipolla e l’aglio, il VegiZest (o altro condimento senza sale), il basilico, l’origano e il prezzemolo, poi coprite. Saltate per 15 minuti, o fino ad rendere tenero il tutto, aggiungendo altra acqua se necessario.

Nel frattempo, mettete gli anacardi e il latte nel mixer o nel frullatore ad alta potenza e passateli al mixer fino ad ottenere una consistenza vellutata. Aggiungete la miscela di anacardi e i fagioli alle verdure e mescolate.

Disponete il tutto sulle tortillas e arrotolate come un burrito.

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Ricetta raw-veg-cheesecake di fragole

Impazzite per le cheesecake ma preferite rinunciare ai formaggi? Ecco la soluzione: la Raw-veg-cheesecake di Fragole. Questa ricetta è tra le vincitrici del concorso Vinci La Rivoluzione della Forchetta Vegan, ed è opera di Alessandra Agosto. Come sempre buon appetito e buona rivoluzione a tutti!

Ingredienti per la base

  • 3 datteri
  • una manciata di mandorle
  • 1 Cucchiaio di semi di sesamo
  • 1 Cucchiaio di olio evo

Ingredienti per la crema

  • 200g di anacardi
  • 4 fragole + 5 per la decorazione
  • sale

Ingredienti per la salsa

  • 5 fragole
  • menta fresca

Preparazione

Per la base frullate per bene tutti gli ingredienti (le quantità dipendono dalla grandezza della base e da quanto alta la volete), mettete l’impasto sul piatto da portata dentro il coppa pasta che serve per dare la forma al dolce. Mettete in frigo.

Per la crema mettete gli anacardi, coperti da acqua, in frigo per tutta la notte, quindi frullateli senza l’acqua e verificate quanto risulta morbida la crema, aggiungete le fragole fresche ed un pizzico di sale per esaltare i sapori e frullate ancora, se serve aggiungete un goccio dell’acqua di ammollo, altrimenti va bene così. Versate la crema sopra la base e lasciate in frigo (se la crema è troppo morbida potete anche mettere il dolce in freezer per una decina di minuti).

Per la salsa frullate le fragole con qualche foglia di menta fresca. Al momento di servire tagliate le fragole per la decorazione a metà e disponetele sopra la cheesecake e versate sopra la salsa di fragole. Volendo si può servire con della panna di soia dolce autoprodotta.

Se le fragole sono belle gustose non serve aggiungere un dolcificante, visto che anche gli anacardi sono dolcetti di loro. Se invece lo preferite più dolce potete aggiungere un dolcificante a piacere, anche se vi consiglio sempre la frutta secca per addolcire.

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Carenza di ferro? Questione di Fibre

La fibra alimentare si trova esclusivamente nei cibi di origine vegetale. Questa so­stanza, che conferisce rigidezza alle pareti delle cellule nei vegetali, si presenta in migliaia di varianti chimiche ed è composta soprattutto da molecole di carboidrati altamente complesse. Le fibre sono digeribili in minima parte, o non lo sono affatto, ma avendo poche o nessuna caloria, contribuiscono, tra l’altro, a diluire la densità ca­lorica delle nostre diete, creano un senso di sazietà e aiutano a placare l’appetito. In questo modo soddisfano la fame e riducono il consumo eccessivo di calorie.

Ma secondo alcuni “esperti” , la fibra presenta un lato oscuro. La loro obiezione è che se l’apporto di fibra è troppo elevato, il corpo non è in grado di assor­bire altrettanto ferro e altri minerali collegati, che sono sostanze essenziali per la salu­te. La fibra si legherebbe a queste sostanze nutritive trasportandole attraverso l’orga­nismo prima che questo sia in grado di assimilarle. Questi scienziati sostengono che il massimo apporto di fibre dovrebbe aggirarsi intorno a trenta o trentacinque gram­mi al giorno.

In The China Study, il prof  Campbell e la sua èquipe hanno studiato con grande attenzione la questione ferro/fibre. A conti fatti, le fibre non si sono rivelate nemiche dell’assorbimento di fer­ro, come invece molti esperti sostengono. Hanno misurato la quantità di ferro consumata dai cinesi e quella presente nel loro organismo; la misurazione è stata compiuta con sei modalità differenti (quattro marcatori del sangue e due computi dell’assunzione di ferro) e, quando hanno confrontato queste misurazioni con l’apporto di fibre, non c’era alcuna prova a indicare che l’aumento dell’apporto di fi­bre inibisse l’assorbimento del ferro nell’organismo.

In questo modo, il team di Campbell ha constatato l’effetto contrario: un buon indicatore del ferro contenuto nel sangue, l’emoglobina, in realtà aumentava con la maggior assunzione di fibre alimentari. In ultima analisi, i cibi ad elevato contenuto di fibre come il grano o il granturco risultano anche ricchi di ferro, con la conseguenza che un maggior consumo di fibre incrementa anche l’apporto di ferro.

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Ricetta della Crema piccante di ceci

Una squisita crema per farcire tramezzini e piadine arrotolate suggerita da Mary MacDougall (The McDougall Program), una salsa ideale per intingere verdure crude o per imbottire la pita o il pane arabo. Estratta da La Rivoluzione della Forchetta Vegan.

Ingredinti per circa 400 ml

  • 1 lattina da 450 g di ceci, scolati e sciacquati
  • 2 cipollotti, tritati
  • 1 cucchiaio e mezzo di zenzero grattugiato
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 1 cucchiaino di aceto di riso
  • ½ cucchiaino di aglio fresco tritato
  • ½ cucchiaino di nettare di agave
  • salsa Sriracha di peperoncino piccante (facoltativa)

Passate nel robot tutti questi ingredienti eccetto la salsa piccante finché la consistenza sarà cremosa. Se lo desiderate, aggiungete la salsa piccante e aggiustate il condimento a piacere. Riponete in frigorifero per almeno un’ora per permettere ai sapori di mescolarsi bene.

Dieta e attività fisica

Perché la tua Dieta non funziona: mangiare poco non serve

Dieta e attività fisicaOggi siamo bombardati da una serie di diete che suggeriscono stratagemmi promettendo di combattere l’obesità. Quasi tutte sono inefficaci. Non funzionano perché, a prescindere dal peso che si perde durante la dieta, poi lo si riprende quando si smette.

Misurare le porzioni e tentare di consumare meno calorie, tipico dello stare a dieta, non sfocia praticamente mai in un dimagrimento permanente e addirittura peggiora il problema nel tempo. Stare a dieta in questo modo rallenta temporaneamente il metabolismo, quindi spesso si riprende anche più peso di quello che si è perso. Si rischia di ritrovarsi più grassi di quando si è cominciata la dieta.

Questo porta molti a dire: «Ho provato di tutto e niente funziona. Dev’essere un problema genetico. Chi non si arrenderebbe?».

Ebbene, ora sapete che le soluzioni convenzionali per il sovrappeso – diete a basso regime calorico – non funzionano. Ma ancora non sapete perché. È per questa ragione molto semplice ma trascurata: la stragrande maggioranza delle persone non è in sovrappeso a causa di quanto mangia ma di cosa mangia.

L’idea che la gente ingrassi perché consuma volumi elevati di cibo è una leggenda. Mangiare grandi quantità dei cibi giusti è il segreto del vostro successo ed è ciò che rende questo programma efficace per tutta la vostra vita. Quello che rende le persone sovrappeso non è il fatto che mangino tanto ma il fatto che ottengono la maggior parte delle calorie da grassi e carboidrati raffinati o per lo più da cibi scarsamente nutrienti. Una tale dieta a basso contenuto di nutrienti instaura un ambiente cellulare favorevole allo svilupparsi delle malattie.

A prescindere dal vostro metabolismo o dalla genetica, potete raggiungere un peso normale una volta iniziata un’alimentazione altamente nutriente. Visto che la maggioranza degli americani è in sovrappeso, il problema non è soprattutto genetico.

I geni sono un ingrediente importante, ma l’attività fisica e le scelte alimentari giocano un ruolo assai più significativo.

Grazie a studi su gemelli identici con la tendenza al sovrappeso, gli scienziati hanno scoperto che l’attività fisica è il più forte determinante ambientale della massa grassa totale e di quella addominale. Anche chi ha una importante storia familiare di obesità perde peso in maniera efficace aumentando l’attività fisica e modificando in maniera adeguata l’alimentazione.

Molto spesso la ragione per cui le persone sono grasse riguarda una scarsa attività fisica, insieme a una dieta ricca di calorie ma povera di nutrienti. Il principale colpevole? Un’alimentazione a base di cibi con basso contenuto di fibre e ad alta densità calorica, come oli e carboidrati raffinati. Fino a che continuerete a mangiare cibi grassi e carboidrati raffinati, sarà impossibile dimagrire in salute. Questa pericolosa combinazione di stile di vita sedentario e alimentazione basata sul tipico cibo americano (tanti grassi, poche fibre) è la ragione principale per la quale abbiamo una popolazione così fortemente sovrappeso.

Tortini al non cioccolato

Ricetta dei Tortini al Non-Cioccolato

Tortini al non cioccolatoUna nuova ricetta da parte di uno dei vincitori del concorso Vinci la Rivoluzione della Forchetta Vegan. Si tratta della ricetta dei Tortini al Non-Cioccolato del mitico Sebastiano Zampini.

Inutile specificare che si tratta di una ricetta squisita e da provare il prima possibile, magari durante uno dei vostri party estivi con gli amici!

INGREDIENTI (per circa 12 tortini)

  • 125 ml olio di mais
  • 200 ml latte di riso
  • 160 gr zucchero di canna
  • 1 cucchiaino raso di vaniglia bourbon
  • 200 gr farina di Kamut
  • lievito (cremor tartaro) q.b.
  • 50 gr farina di carruba
  • per decorare:
zucchero di canna e/o mandorle tritate

PREPARAZIONE

  1. Accendere il forno a 170°.
  2. Mescolare gli ingredienti seguendo l’ordine, fino ad ottenere una crema liscia.
  3. Suddividere il composto in 12 pirottini.
  4. Decorare la superficie con un velo di
 zucchero di canna e/o mandorle tritate.
  5. Infornare per 30 minuti.

Buon appetito!