China-Study-critica-riduzionista

The China Study e la critica riduzionista

I critici riduzionisti (ndr. se siete riduzionisti, siete convinti che ogni cosa al mondo possa essere compresa quando se ne comprendono tutte le componenti) sostengono che The China Study sia debole da un punto di vista sperimentale perché non prova gli effetti indipendenti dei singoli agenti, né evidenzia risultati validi per i singoli individui (leggi il confronto tra ricerca olistica e ricerca riduzionista).

Come spero di aver dimostrato con i miei studi, spiega T. Colin Campbell, tale critica è mal impostata. Non abbiamo bisogno di conoscere gli effetti sulla salute dei singoli agenti, perché non è così che la natura funziona.

L’alimentazione ha un effetto olistico sulla salute (ndr. un olista, invece, crede che l’intero possa essere più grande della somma delle sue parti),  e noi lo perdiamo di vista e lo fraintendiamo sistematicamente, quando concentriamo l’attenzione sulle singole sostanze nutritive. Continua Campbell: se valutato da una prospettiva olistica come voluto dal disegno dello studio, il nostro progetto cinese forniva una straordinaria evidenza scientifica sulla relazione di causa-effetto fra la dieta e la malattia grazie a pattern di associazione altamente significativi fra il consumo di alimenti e gli effetti per la salute.

Per le ricerche sui farmaci, lo studio più informativo è quello controllato randomizzato, ma per l’alimentazione il più efficace è quello olistico, che ci permette di vedere come si possa influire su interazioni incredibilmente complesse e come si possa conseguire una salute ideale grazie alle sole scelte alimentari.